Aprendo l’argomento della difesa personale la prima cosa che si  deve dire è che la self defence non è solamente studio di tecniche ma un modo di vivere la vita di tutti i giorni., la difesa personale non è combattimento ma salvaguardia di se e degli altri.
La base principale della difesa personale è di evitare le situazioni pericolose e, solo se strettamente necessario usare le tecniche imparate per rompere il contatto fisico con l’aggressore ed allontanarsi il più in fretta possibile con il proprio corpo, l’onore e gli effetti personali intatti. Il grande filosofo cinese Sun Tzu affermò che la migliore strategia è inficiare i piani del nemico senza arrivare al contatto fisico. Nella difesa personale ciò può significare “essere in grado di evitare la minaccia fisica per non arrivare al confronto”. Si deve allenare la nostra mente per evitare il confronto fisico ma allo stesso tempo preparare il nostro corpo nell’eventualità di fallimento in questo intento e di sopravvivere. L’aspetto più importante della difesa personale è la consapevolezza di quello che ci potrebbe accadere, questo ci rende capaci di riconoscere eventuali situazioni minacciose e di evitarle. Il migliore allenamento al mondo non può darci una difesa adeguata se non siamo in grado di notare in anticipo ciò che è pericoloso, essere colti di sorpresa è l’anticamera della sconfitta. Ci sono molti sistemi per allenare alla difesa. Questi sistemi si basano principalmente su tre stati mentali che a loro volta si basano sulla nostra capacità di lettura delle situazioni che ci circondano.

Questi sistemi si possono definire con tre colori:

VERDE: questo è lo stadio dove non percepisco pericolo, normalmente ritroviamo questa sensazione all’interno delle mura di casa nostra. Se fossimo attaccati in questo stato mentale la nostra mente ed il corpo reagirebbero molto lentamente.

ARANCIO: questa è la condizione di costante monitoraggio di ciò che ci circonda. Non implica uno stato di paranoia dove vedo o mi preoccupo di cose di cui non dovrei; è uno stato mentale dove presto attenzione a quello che mi circonda, buono, cattivo o imprevedibile. Senza questo sistema di monitoraggio non possiamo valutare se le situazioni sono realmente minacciose.

ROSSO: questa è la condizione d’immediato pericolo. La questione non è se sto per essere attaccato ma piuttosto quando e come.

Ovviamente lo stato arancione può immediatamente scivolare nel rosso se percepisco che sto per essere attaccato. A questo punto si deve essere determinati nel trovare la strada per evitare il conflitto o scegliere la tecnica appropriata che ci permetta di rompere il contatto fisico e scappare. In alternativa si può anche scegliere di anticipare con una tecnica il nostro aggressore ma sempre con lo scopo di rompere il contatto fisico e di allontanarci dalla situazione di pericolo.

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