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(Meloni Ha)Shorinjiryu
jujutsu
Lo Shorinjiryu jujutsu nasce
dall’esperienza marziale del maestro Meloni Giuseppe e
continua la sua evoluzione con l’apporto tecnico del
rappresentante nazionale, Renshi Calcagnini Gian Carlo, dei
rappresentati ragionali Moretti e Scarpellini e di tutti gli
istruttori. Nel 2004 lo stile è ufficialmente riconosciuto
in Giappone dalla Nippon Koden Fuushi Musoukai e il maestro
Meloni riceve il titolo di Soshi Soke.
Un po’ di storia e descrizione tecnica
Dopo anni di pratica del
Jujutsu in diversi stili (Kyoshintai Jutsu, Yoshin ryu e
Shorinji ryu) e nel karate di Okinawa, Meloni Giuseppe
decide di fondare un ryu che risponda alle caratteristiche
del BUJUTSU (arte marziale) e non semplicemente del BUDO
(via marziale). La necessità di fondare un altro stile, in
un momento dove ve ne sono anche troppi, è in apparente
contrasto con il principio delle arti marziali antiche, ma,
lo Shorinjiryu Jujutsu nasce dall’opinione di Soshi Soke
Meloni che vi è un generale e crescente allontanamento delle
tecniche dalla loro reale applicazione per avvicinarsi
sempre di più ad un modello estetico ma raramente pratico;
inoltre per dare alle “vecchie tecniche” una nuova
diffusione in un processo di avanzamento che non scenda a
compromessi legati alla maggior parte delle nuove forme di
Gendai budo (via marziale moderna) dove le competizioni
hanno determinato un modo di praticare più vicino
all’apparire che all’essere, dando troppa rilevanza alla
vittoria in gara e non all’essenza delle tecniche stesse.
Il nome Shorinjiryu (scuola del tempio di shaolin), non
vuole assolutamente legare lo stile a quello insegnato in
altre scuole che hanno lo stesso nome, ma è un chiaro
richiamo alla predominanza, in questo nuovo stile, delle
tecniche di Tui Te delle arti marziali d’Okinawa, tecniche
di derivazione cinese fluite e in seguito modificate nella
colonia giapponese.
Lo stile prevede lo studio di tecniche di nage (lancio)
tipiche del Jujutsu classico come Seoinage, Ogoshi ecc. ma
sono considerate più a livello di base e di costruzione, in
quanto, dal terzo anno di pratica sì da la precedenza alle
tecniche di nage proprie dell’Aikijutsu o AikiJujutsu. Nello
Shorinjiryu Jujutsu non è trascurata la pratica dei kata del
taijutsu, sia in coppia sia in esecuzione a solo. Grande
importanza è data all’apprendimento dell’uso corretto del
Kyushojutsu (tecniche sui punti sensibili del corpo) con
approfondito studio dell’atemijutsu (tecniche di percossa) e
del Kudakijutsu (tecniche di frantumazione). Per i
praticanti più avanzati è previsto lo studio delle armi
come katana, wakizashi, tanto, jo, bo, yari, naginata,
tegiribo, suntetsu (tecchu), jutte, kusari e kusarigama.
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